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Basta sangue innocente a Gaza

Troppi appelli caduti nel vuoto, troppo sangue innocente che continua a bagnare Gaza, troppa violenza. Il governo Netanyahu va fermato, nell’interesse dei civili palestinesi e nell’interesse di Israele. Abbiamo organizzato per questo venerdì a Milano assieme ad Italia Viva la manifestazione “due popoli, due stati, un destino”, consapevoli che solo attraverso il mutuo riconoscimento tra Israele e Palestina, si potrà ottenere la pace. Di questo, della lotta ad Hamas e all’antisemitismo, di sanzioni e di ostaggi ho parlato nella mia intervista a Il Tempo.
Qui anche il mio intervento in Aula alla Camera su questo tema.

 

Sull’Ucraina, si segua la Germania

Il cancelliere tedesco Merz ha annunciato che non ci saranno più limiti di gittata alle armi date all’Ucraina.
Tutto questo nel rispetto del diritto internazionale, che consente al Paese aggredito di difendersi, anche attaccando obiettivi militari del Paese aggressore sul suo territorio. Un principio sacrosanto e logico, che dovrebbe seguire anche l’Italia.
Vogliamo la pace, ci vuole un accordo, siamo tutti consapevoli, solo Putin non lo vuole. E quindi per me bisogna continuare a sostenere l’aggredito.
Ne ho scritto qui.

 

La nostra posizione sui referendum

Domenica e lunedì si voterà per i referendum. Noi voteremo No ai quesiti sul lavoro mentre Sì a quello sulla cittadinanza.
Quelli sul lavoro sono referendum demagogici contro il Jobs Act. Il mercato del lavoro va reso più solido, non più rigido; più il sistema è competitivo e produttivo meglio stanno lavoratori ed imprese, questo era ed è il senso di quella riforma. L’abbiamo approvata e difesa ieri, lo facciamo anche oggi (qui, ho partecipato ad una delle tribune organizzate dalla Rai).

Sulla cittadinanza voteremo “sì” perché chi è in Italia da 5 anni e contribuisce al sistema Paese, rispetta le leggi, ha un lavoro, una casa e si è integrato, ha diritto a fare domanda. Non riconoscerlo fa male a tutti, anche all’Italia. Qui per riascoltare il mio intervento a Sky.

Io andrò a votare, ma chi non ci va o invita a non farlo lo fa nel pieno rispetto delle regole. E a parti inverse lo hanno fatto tutti nel passato. La Costituzione prevede per questo un quorum minimo: l’abrogazione di una legge è un fatto che richiede una larghissima partecipazione popolare, maggioritaria, altrimenti le leggi le fa il Parlamento.

 

Si vince solo con candidati credibili

A Genova Silvia Salis ha vinto al primo turno ed è la nuova sindaca della città.
Una candidata riformista che non si è fatta trascinare dalle fantasie grilline e della sinistra. L’abbiamo sostenuta con convinzione dal primo momento perché è stata lei a interpretare un progetto per la città credibile e non ideologico. Ne ho parlato in questa intervista ad Affari italiani.

 

La relazione del Copasir sul caso Paragon

Ieri al Copasir abbiamo approvato all’unanimità, una relazione sul caso Paragon, quello secondo cui alcuni giornalisti ed attivisti erano stati intercettati attraverso lo spyware Graphite e si era attribuita la responsabilità ai nostri servizi segreti.
L’indagine, approfondita ed autonoma, che abbiamo condotto ha ricostruito la vicenda e stabilito il comportamento sempre corretto delle nostre agenzie di sicurezza.
Una conferma che quello delle Intelligence in Italia è tutt’altro che un mondo nel quale si può fare qualsiasi cosa; esistono regole, procedure, controlli. E che questo, fortunatamente, vale nell’alternanza dei governi che si susseguono. Ne ho scritto qui.