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Il Congresso di Azione

Questo week end si è tenuto a Roma il secondo congresso nazionale di Azione. Abbiamo dedicato una parte dei nostri lavori al confronto sui temi e con altre forze politiche, con tre panel specifici su Difesa, Europa ed Economia. Per poi dedicare del tempo a discutere tra noi su come strutturare il lavoro dei prossimi anni e dare maggiore forza al nostro progetto (qui il mio intervento): Azione ha scelto di restare lì dove gli elettori l’hanno messa alle elezioni del 2022, al centro del panorama politico contro le forzature degli estremi populismi.
Ne ho parlato anche in queste due interviste:
•⁠ ⁠qui al Quotidiano Nazionale
•⁠ ⁠qui ad Affari Italiani
Due grazie e un in bocca al lupo. Grazie a Carlo Calenda per aver scelto, con coraggio e serietà, la strada di un confronto vero; grazie agli iscritti che hanno partecipato e a chi ogni giorno sceglie di costruire con noi.
Buon lavoro alla neo presidente, Elena Bonetti, alle due vice, al Comitato direttivo e a tutti noi!

Qui invece l’intervista di ieri a Il Riformista su Azione, riforme e Ucraina.

 

I dazi

Ho già raccontato, citando le parole di un presidente americano repubblicano come Ronald Reagan, i dazi facciano male a tutti: a chi li subisce ma anche a chi li impone. E le prime conseguenze le possiamo avvertire anche in questi giorni quando siamo ancora solo agli annunci.
Come ho detto intervenendo a Coffee Break, il dialogo tra stati va sempre perseguito, anche in questa circostanza. Un dialogo che può essere anche muscolare come hanno fatto Canada e Messico che hanno risposto a tono alle minacce dell’amministrazione Trump e verso i quali la politica americana è infatti cambiata radicalmente.

 

Le parole di Vance

Le parole che il vicepresidente americano Vance ha condiviso in una chat sugli europei sono sconcertanti. E spiace che dalla maggioranza, anche da chi si definisce ‘patriota’, non si sia levato alcun accenno di condanna. Ma c’è un pensiero che accompagna quella frase: non possiamo più fare affidamento sugli Stati Uniti per la nostra sicurezza, a meno di non dover in qualche modo ‘pagare’ questo servizio. È un fatto rilevante che dovrebbe indurre l’Europa a fare un salto di qualità nella realizzazione di una difesa comune.
Per questo, abbiamo presentato una mozione per impegnare il governo sul sostegno all’Ucraina e i fondi per la difesa. Sfideremo maggioranza ed opposizione ad essere coerenti e a sostenerla (qui il mio intervento alla conferenza stampa).
Naturalmente, l’amicizia tra l’Italia e gli Stati Uniti rimane, in una grande democrazia i presidenti si alternano: oggi governa Trump, un domani sarà un presidente democratico o repubblicano che speriamo avrà la capacità di tutelare in maniera più intelligente gli interessi americani.
PS: sulla telefonata tra Salvini e Vance e dei rischi che le divisioni del governo in politica estera ne ho parlato qui a RaiNews24.

 

Ucraina

L’ipotesi di un cessate il fuoco in Ucraina appare davvero uno scenario difficile: soprattutto perché da parte di Putin non c’è alcuna intenzione di raggiungere un accordo, come non ha mai avuto l’intenzione di raggiungere la pace, ne ho parlato anche oggi intervenendo in commissione Esteri e Difesa durante l’audizione dei ministri Crosetto e Tajani. Ancora qualche giorno fa Odessa è stata colpita di notte con attacchi droni kamikaze su abitazioni, negozi, persino un centro per bambini. Una continua aggressione ai civili che non deve trovare alcuna giustificazione.
Di Ucraina, Trump e difesa comune ho parlato anche in questa intervista radio a Francesco Borgonovo.

 

Ordinamento forze di polizia e vigili del fuoco

Ieri sera sono intervenuto alla Camera sul disegno di legge sull’ordinamento delle forze di polizia, armate e vigili del fuoco (qui puoi rivederlo). Un provvedimento che risolve una serie di problemi burocratici e amministrativi che si protraggono da anni. Sono norme di buon senso e speriamo che il governo le attui e non restino sulla carta come avvenuto per altri provvedimenti.
Ma non pensiamo di aver risolto tutti i problemi: per le nostre forze di polizia, forze armate e Vigili del Fuoco servirebbero riforme vere ma per quelle servono risorse, investimenti sugli organici ed un intervento organico.